Palazzo
Della Bianca
Prima abbiamo dato una voce al luogo. Poi l’abbiamo portata nelle suite, nelle fotografie e in un sito capace di trasformare quella voce in un’esperienza — fino alla prenotazione.
Non ci hanno chiesto soltanto un logo.
Quando è iniziato il progetto, Palazzo della Bianca era ancora in restauro. Una casa torre storica nel cuore di Pisa stava per diventare una struttura ricettiva con sei suite, ma la sua identità — visiva e digitale — non esisteva ancora.
Il lavoro è partito dalla storia della proprietaria e da ciò che voleva far vivere agli ospiti. Prima abbiamo costruito il brand. Quando gli spazi hanno iniziato a prendere forma, siamo tornati dentro il palazzo con le fotocamere. Infine abbiamo portato tutto online, aggiungendo la parte meno visibile ma decisiva: prenotazioni dirette, sincronizzazione dei canali e pagamenti.
Per questo separare “brand” e “sito” raccontava soltanto metà del progetto. Palazzo della Bianca funziona davvero quando lo si guarda come un unico percorso.
al pulsante “Prenota”.
Dare una voce
Concept, simbolo, palette, tipografia e applicazioni.
Far abitare il brand
Targhe, amenities, tessili e materiali di benvenuto.
Mostrare il luogo
Due giornate di shooting tra sei suite e ambienti storici.
Farlo lavorare
Sito, copy, booking engine, channel manager e pagamenti.
Un segno. Quattro letture.
La sfida era condensare l’identità del palazzo in un pittogramma capace di raccontare più cose insieme, senza diventare una somma di simboli decorativi.
Nel segno convivono la quercia e le sue radici, il cerchio come ciclo continuo e rinascita, la corona e l’immagine dei polmoni: una forma che parla di storia, nobiltà e nuova vita.
Storia
Amore e rinascita
Lusso emotivo
Contemplazione
LA MEMORIAPRENDE RESPIRO.
Tradizione e design, nello stesso segno.
Il pittogramma si accompagna a un logotipo serif dal carattere classico. Insieme costruiscono un’identità capace di dialogare con affreschi ed elementi storici senza trasformarsi in una caricatura del passato.
Il verde petrolio e l’oro definiscono una palette profonda e misurata. La tipografia porta in primo piano la storia del luogo; il simbolo diventa la firma che tiene insieme ogni applicazione.
La direzione visiva non cerca di imitare il passato: lo accoglie e gli dà una nuova voce.
L’identità non si ferma al logo.
Dalla targa della suite ai materiali che accompagnano il soggiorno, il sistema visivo porta il carattere del palazzo negli oggetti di ogni giorno.





Poi il palazzo ha iniziato a diventare reale.
Quando gli spazi sono stati pronti, l’identità aveva finalmente qualcosa da abitare. Da quel momento il lavoro è cambiato: non più soltanto progettare come Palazzo della Bianca dovesse apparire, ma mostrare ciò che era diventato.
Il secondo capitolo del progetto è quindi partito dai contenuti: fotografia e copy prima, sito e sistema di prenotazione subito dopo.
Sei suite. Due giornate. Nessuna foto “da catalogo”.
Abbiamo gestito due giornate di shooting negli interni, fotografando tutte e sei le suite e gli spazi storici del palazzo.
L’obiettivo non era semplicemente documentare le camere, ma costruire immagini capaci di sostenere il posizionamento luxury senza far perdere al luogo il suo carattere. Architettura, dettagli, luce e atmosfera dovevano avere la stessa voce dell’identità.
Il brand era pronto. Adesso doveva funzionare.
La brand identity ci ha tolto un problema importante: non dovevamo inventare un’estetica per il sito. Palette, tipografia e tono erano già stati decisi. Potevamo concentrare l’energia sulla struttura, sui contenuti e sull’esperienza di prenotazione.
Abbiamo scritto i testi del sito e costruito il racconto delle suite mantenendo la stessa misura dell’identità: elegante senza diventare freddo, storico senza sembrare fermo nel tempo.


Un sito luxury che non sa gestire una prenotazione è solo una bella vetrina.
La sfida tecnica era aggregare in un unico sistema Booking.com, Airbnb e le prenotazioni dirette, mantenendo disponibilità e tariffe sincronizzate.
Abbiamo integrato VikBooking e VikChannelManager, collegando il flusso di prenotazione ai pagamenti Stripe. L’obiettivo era semplice da dire e meno semplice da costruire: evitare doppie prenotazioni, ridurre il lavoro manuale e permettere alla struttura di ricevere prenotazioni anche dal proprio sito.
Era il sistema dietro.
Sincronizza disponibilità e tariffe tra i diversi canali.
Gestisce camere, prenotazioni, calendario e flusso operativo della struttura.
La tecnologia doveva sparire appena iniziava la gestione.
Il nodo più delicato non era soltanto tecnico. Un gestionale complesso serve poco se, una volta online, chi lo usa ha paura di toccarlo.
Per questo abbiamo affiancato alla consegna un documento di gestione semplice e completo, costruito per rendere la cliente autonoma dal giorno uno.
Tutto in un solo posto
Prenotazioni e disponibilità leggibili senza saltare continuamente tra strumenti diversi.
Niente manuale da tecnico
Una documentazione pensata per chi deve lavorarci ogni giorno, non per chi ha sviluppato il sito.
La cliente gestisce il sistema
Il progetto non richiede che OM Vision sia presente per ogni modifica ordinaria.
Dal logo al checkout
Identità, fotografie, copy e funzione digitale fanno parte della stessa esperienza.
comunque che meraviglia guardando le cose.... mi emoziono
Un solo progetto. Una voce sola, in ogni punto dell’esperienza.
Palazzo della Bianca oggi ha un’identità che vive negli spazi e nei dettagli, un archivio fotografico coerente con il suo posizionamento e un sito che non si limita a raccontare la struttura: la aiuta a lavorare.
È il tipo di progetto in cui la differenza si vede soprattutto mettendo insieme i pezzi. Quando il brand viene prima del sito, lo shooting nasce già dentro una direzione e la tecnologia viene progettata sull’esperienza reale, tutto smette di sembrare aggiunto dopo.
OM Vision Studio / Branding + contenuti + web
Un luogo non vive a pezzi.
Nemmeno la sua comunicazione.
Brand, fotografie e sito funzionano meglio quando nascono dentro la stessa direzione. Se stai costruendo o riposizionando una struttura, possiamo partire dal punto in cui sei e capire cosa deve venire prima.
Parliamo del progetto